La Juventus resta alle calcagna della Roma di Montella, Totti e Batistuta per tutta la stagione, ma si perde sul più bello e termina seconda. A Bari la rinascita di Del Piero.
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Stagioni
La stagione passa alla storia per l’epilogo amaro dell’ultima giornata: sotto il diluvio del Renato Curi di Perugia, la Juve vede svanire lo scudetto tra pioggia e rimpianti.
Termina bruscamente l’era Lippi con le dimissioni a metà di una stagione fallimentare e sfortunata per l’infortunio di Del Piero. Sulla panchina arriva Ancelotti.
La stagione 1997/1998 è stata una delle più intense e controverse della storia bianconera, con successi, polemiche e delusioni internazionali.
La Juve schiacciasassi mette in bacheca tutti i trofei della stagione, ma perde all’ultimo la Champions League in finale contro il Borussia Dortmund degli ex.
La Juventus di Lippi trascinata dai gol di Del Piero centra l’obiettivo Champions al termine di una stagione sofferta in campionato ma entusiasmante in Europa.
Lifting vincente per la Vecchia Signora con la Triade Moggi-Giraudo-Bettega al comando, Mister Lippi in panchina e Luca Vialli leader. È scudetto dopo 9 anni.
Stagione segnata da infortuni, cambi societari e sconfitte cocenti. Uniche note positive: il Pallone d’Oro a Roberto Baggio e l’esordio della promessa Alex Del Piero.
La Juventus del confermatissimo Trapattoni va all’attacco con Roberto Baggio accanto agli acquisti Vialli, Ravanelli e Möller e conquista la sua terza Coppa UEFA.
Il ritorno della coppia d’assi Boniperti Trapattoni non riesce a replicare la golden age. La Juve ritorna in Europa, ma dietro al Milan che rimane di un altro pianeta.
Stagione incubo per la Juve: perde sonoramente la Supercoppa 5-1 contro il Napoli e infila una serie di sconfitte pesanti terminando il campionato al 7° posto.
La Juve di Mister Zoff, presto orfana del Vice Scirea, porta a casa il double continentale: Coppa Italia e Coppa UEFA.
La Juve del nuovo Mister Dino Zoff e del primo sovietico in Italia Zavarov è un cantiere aperto che chiude la stagione senza trofei.
È l’anno dei 90 anni celebrati in maglia rosa il 1° novembre 1987 nel match contro l’Avellino, ma è soprattutto un anno al di sotto delle aspettative.
In panchina arriva il notaio Rino Marchesi ad attestare la fine di un ciclo vincente. Platini ai saluti e all’addio al calcio giocato non riesce ad illuminare una Juventus senza fame.
Il Trap lascia in eredità un ricambio generazione riuscito a metà. Sul filo di lana la Juve conquista Coppa Intercontinentale e 22° scudetto, strappato all’ultima di campionato alla Roma.
Pochi i ritocchi apportati nell’estate 1984 alla rosa della Juve decisa a realizzare un grande slam. Tuttavia la stagione entrerà nella storia per la tragedia dello Stadio Heysel.
La Juventus centra il secondo double della sua storia. Cavalcata trionfale contro Roma e Verona per il 21° scudetto. Poi la Coppa delle Coppe vinta in finale contro il Porto.
La Juve Campione del Mondo ’82 si rafforza con Platini e Boniek, ma arriva solo seconda in campionato e perde clamorosamente la finale di Coppa Campioni contro l’Amburgo.
È l’anno della seconda stella sulla nuova maglia brandizzata Ariston. Portano fortuna ai bianconeri gli innesti di Bonini, Galderisi e Pablito Rossi.
Riaprono le frontiere e arriva dall’Irlanda Liam Brady. La Juventus parte male ma cresce alla distanza e rimonta la Roma. Decisivo lo scontro diretto, nella storia per il gol annullato a Turone.
Stagione interlocutoria per la Juventus, capace di buoni piazzamenti in tutte le competizioni, ma per la prima volta sotto la gestione di Giovanni Trapattoni, senza trofei.
La Juventus disputa un campionato in seconda fila, riuscendo comunque a portare a casa la sesta Coppa Italia della sua storia dopo una rocambolesca finale contro il Palermo.
La Juventus dei 51 punti viene riconfermata in blocco con gli innesti dei promettenti Virdis, Fanna e Verza. Scelta azzeccata che porta al secondo scudetto consecutivo.
Nuova era in casa Juve con il giovane Giovanni Trapattoni che guida la Juventus in una delle migliori stagioni della sua storia. Primo double con il primo trofeo continentale e 17° tricolore.
