Juventus 1981/1982

È l’anno della seconda stella sulla nuova maglia brandizzata Ariston. Portano fortuna ai bianconeri gli innesti di Bonini, Galderisi e Pablito Rossi. Meno fortunata la Juve in Coppa Campioni, eliminata dai belgi dell’Anderlecht, con infortunio di Bettega, e in Coppa Italia, fuori già al primo turno.

Nell’81/82 fa il suo debutto in bianconero il biondissimo Massimo Bonini, prelevato dal neopromosso Cesena. Mediano sammarinese, titolare al posto di un capitan Furino ormai in fase calante. Arrivano a Torino altri nuovi giocatori come Paolo Rossi, indisponibile per larga parte della stagione, causa la precedente squalifica nell’ambito dello scandalo Totonero, e si ritagliarono spazio i giovani Marocchino e Galderisi, questo ultimo frettolosamente promosso dal vivaio a campionato in corso per sostituire Bettega, gravemente infortunato nella trasferta di Coppa dei Campioni contro l’Anderlecht.

Con questi rinforzi la Juventus vince il ventesimo scudetto della sua storia, potendo così cucirsi sulla maglia la cosiddetta seconda stella, dopo un acceso duello con la Fiorentina seconda classificata che si risolse solo all’ultimo turno.

Il 16 maggio 1982, sul campo del Catanzaro, l’irlandese Brady si incaricò di battere e segnare il rigore che a 15′ dalla conclusione del torneo assegnò il titolo ai bianconeri, pur sapendo di essere già stato ceduto dalla società torinese, dati i conclusi acquisti del francese Platini e del polacco Boniek e la norma che consentiva, all’epoca, il tesseramento di massimo due giocatori stranieri.

Dietro al miglior marcatore Virdis, ottimo è l’innesto del giovane Galderisi, autore di 6 reti in campionato, con tripletta al Milan nella classica vinta al Comunale per 3-2 il 14 febbraio. Tra le partite-simbolo della stagione anche la stracittadina del 7 marzo, vinta in rimonta per 4-2 dopo un doppio svantaggio, grazie a Brady, Tardelli e una doppietta di Scirea.

Un piccolo, ma significativo, contributo allo scudetto anche da parte di Paolo Rossi in campo solo nelle ultime tre partite di campionato. Tanto è bastato per convincere il commissario tecnico azzurro Enzo Bearzot a convocarlo per il successivo campionato del mondo 1982, accanto al blocco Juve (Zoff, Gentile, Scirea, Cabrini e Tardelli).

Per la Juventus, più avaro di soddisfazioni è invece il cammino nelle altre competizioni. In Coppa dei Campioni, dopo aver superato al primo turno il Celtic ribaltando nel retour match di Torino la sconfitta patita in Scozia, la squadra viene estromessa agli ottavi di finale dai belgi dell’Anderlecht futuri semifinalisti. Ancor più breve il percorso in Coppa Italia dove i bianconeri sono eliminati già al primo turno, chiudendo dietro ai concittadini del Torino, poi finalisti dell’edizione, il loro girone di qualificazione.

Grande novità dell’annata, a seguito della liberalizzazione degli sponsor attuata dalla Federcalcio nei campionati italiani. Per la prima volta sopra le maglie juventine un marchio pubblicitario, l’azienda di elettrodomestici Ariston: la nuova casacca sponsorizzata fa il suo debutto il 20 agosto 1981, in occasione di una partita amichevole al Comunale contro i londinesi dell’Arsenal, e appare in tutte le sfide di Serie A; nelle coppe continua invece a essere utilizzata una divisa priva di marchi pubblicitari.

In alto: Gaetano Scirea, Pietro Fanna, Marco Tardelli, Antonio Cabrini, Roberto Bettega, Pietro Paolo Virdis, Claudio Gentile; In seconda fila: Giovanni Trapattoni (Allenatore), Cesare Claudio Prandelli, Massimo Bonini, Roberto Tavola, Liam Brady, Carlo Osti, Romolo Bizzotto (Allenatore in seconda); Seduti: Luciano De Maria (Massaggiatore), Paolo Rossi, Sergio Brio, Dino Zoff, Luciano Bodini, Domenico Marocchino, Beppe Furino, Valerio Remino (Massaggiatore).
📌 Juventus 1981/1982